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lunedì, 11 ottobre 2010
Analisi titolo: Unicredit
Trend di medio: Neutrale
Le prime settimane di Federico Ghizzoni, nuovo Ceo del Gruppo UniCredit, non sembrano aver riportato un particolare clima di fiducia su Unicredit, le cui quotazioni continuano a viaggiare in area 1,80 euro. I recenti report diffusi dalle principali banche d'affari hanno confermato un giudizio positivo sul titolo, anche se, al momento, non si registrano informazioni particolari sulla governance e sulla partecipazione dei soci libici. Secondo rumors Ghizzoni ha già predisposto la via da seguire per Unicredit iniziando con un'azione intelligente orientata sui rapporti costi-cliente-mercati.
L'esempio viene dal settore crediti, dove Federico Ghizzoni punta a processi più snelli e veloci, due-tre livelli al massimo (ad oggi l'erogazione si articola in cinque diversi step), in modo di mantenere vivo e presente il rapporto con la clientela. Una riorganizzazione interna che sarà accompagnata anche dall'esordio del cosiddetto Bancone, che salperà il primo novembre 2010. Cambiando radicalmente Unicredit. E Ghizzoni intende focalizzarsi su cinque Paesi (Russia, Polonia, Turchia, Croazia, Repubblica Ceca), oltre a Italia e Germania e giocare in questi un ruolo leader in tutti i segmenti di business. Negli altri, sintetizzare la propria presenza in alcuni segmenti. E il caso della Slovacchia, dove il retail lascerà spazio al corporate. Progressivamente l'Italia, che oggi vale il 45 per cento dei ricavi, conterà meno, Specie se la crisi continuerà a mostrare i propri effetti, che tendono ad affondare i ricavi sia del corporate che del retail. Mentre tenderà verso la crescita il peso dell'Europa dell'Est, oggi di poco superiore al 25 per cento del totale ma atteso in tre anni abbondantemente oltre il 30 per cento. Con queste manovre Gjizzoni vuole Unicredit presente sui mercati a maggiore tasso di crescita. Un atteggiamento pragmatico, volto a recuperare redditività a medio termine. In attesa di verificare le prossime mosse di Ghizzoni, il newsflow sul titolo riguarda principalmente la determinazione dei nuovi incarichi ed i nominativi dei nuovi dirigenti. Nel frattempo Ghizzoni dovrà abituarsi a convivere con il paragone ingombrante del suo predecessore, Alessandro Profumo, e riorganizzare il gruppo per riportarlo ai livelli di efficienza e redditività che le erano propri prima della crisi.
Trend di breve: Neutrale
Tecnicamente la strategia short sul titolo Unicredit ha ancora un suo appeal, considerando il test ripetuto di 1,80 euro, che rappresenta un'importante area supportiva. Il nuovo riassetto societario, invece, potrebbe determinare una spinta rialzista, sulla base del riequilibrio tra i "poteri forti" all'interno del gruppo di comando. Operativamente è preferibile impostare la strategia su quest'assunzione e pertanto rimane preferibile attendere un segnale di forza da parte delle quotazioni del titolo, con il superamento di 2,10 euro prima di avviare posizioni long.
Prezzo Chiusura: 1,875 (+0,81%)
Strategia operativa
BUY Livello Target 1 Target 2 Stop loss
UP. 2.11 2.25 2.30 1.98
Nota:
Entrare long al superamento di 2,11 con primo target a 2,25 e secondo a 2,30. Stop loss a 1,98.
Legenda:
Buy up: l'apertura della posizione Long avviene alla violazione (superamento) del livello indicato.
Buy area: l'apertura della posizione Long avviene al raggiungimento dell'area indicata.
Sell down: l'apertura della posizione Short avviene alla violazione (rottura) del livello indicato.
Sell area: l'apertura della posizione Short avviene al raggiungimento dell'area indicata.
Target 1 - 2: rappresentato gli obiettivi della strategia indicata.
Target 1: al raggiungimento del target si consiglia di alleggerire la posizione in essere del 50%.
Stop loss: rappresenta il valore al quale chiudere la posizione in perdita (nel caso in cui non raggiunga il target operativo).
Hold long: rappresenta il valore in cui si è entrati in un posizione rialzista ancora aperta.
Hold short: rappresenta il valore in cui si è entrati in un posizione ribassista ancora aperta.
Stop profit: rappresenta il valore al quale chiudere la posizione in utile ma con un ordine in stop.
Medie mobili: media dei valori assunti dai prezzi in un certo numero di giorni precedenti a quello in osservazione.
MACD (Moving Average Corvergence/Divergence): indicatore costruito attraverso la differenza di medie mobili esponenziali che generano indicazioni di trading in coincidenza della loro intersezione o in caso di divergenza con l'andamento dei prezzi.
DMI (Directional Movement Index): rappresenta quella parte di movimento compiuto dal prezzo, non compreso nel range del giorno precedente: se il movimento è positivo, il valore del Directional Movement assumerà valore positivo (Dmi+) e sarà dato dalla differenza tra i massimi; se negativo il valore del Directional Moviment sarà negativo (Dmi-) e sarà dato dalla differenza tra i minimi.
Bollinger bands: canali mobili creati da John Bollinger basati sulla variazione di volatilità attraverso l'uso della deviazione standard. Quest'ultima viene moltiplicata per una costante N e successivamente sommata e sottratta ad una media mobile per dare origine alle bande laterali.
RSI (Relative Strenght Index): è un famoso oscillatore sviluppato da John Welles Wilder Jr. ed utilizzato per individuare le fasi di ipercomprato/ipervenduto, il suo fine è quello di misurare il momentum di un titolo, ossia la velocità del movimento dei prezzi.
Scritto: da LuisB
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15:48 Scritto da: yuumei in Borsa, Economia, Europa, Finanza, Mercati azionari | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: unicredit, trend, tasso d'interesse, economia, borsa, tassi d’interesse, trading, titoli, dividendi, italia, bancario, creditizio, federico ghizzoni | OKNOtizie |
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Commenti
Son convinto che oltre al riassestamento dei top managers del gruppo, il titolo per un'eventuale ripresa dell'UP-TREND, avrà anche bisogno di un sentiment più fluido, che arriverà dagli USA dopo un quasi certo QE2 da parte della FED, non prima però dell'elections midterm del 2 novembre 2010.
Scritto da: roxioni | lunedì, 11 ottobre 2010
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