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venerdì, 23 luglio 2010

Analisi performance DAXGlobal BRIC

bric.jpgIl termine BRIC è ormai entrato nella terminologia degli investitori di mezzo mondo e può essere ritenuto una delle "invenzioni" finanziarie più apprezzate di questi tempi. Si può parlare di "invenzione" per il semplice fatto che il raggruppamento dei quattro Paesi che compongo la sigla: Brasile, Russia, India e Cina non è basato sui legami che coesistono tra loro, bensì da un'osservazione e analisi del 2001, da parte di Jim O'Neill, capo economista di Goldman Sachs, sulle loro prospettive di sviluppo. Contando per il 25% del territorio, nonché per il 40% della popolazione mondiale, questi Paesi, avevano le caratteristiche per diventare dominanti a livello di economia mondiale entro il 2050.


gal.jpgLa tesi di O'Neill non prevedeva in nessuno caso un'organizzazione politica dei BRIC, ma il termine pare aver catturato l'immaginazione e gradimento dei leader dei quattro Paesi, che hanno iniziato a organizzare dei vertici in comune nel corso del 2009, l'ultimo summit realizzato a Brasilia il 15 aprile 2010.

A giudicare dall'andamento economico dei Paesi BRIC nell'ultimo decennio, si deve concludere che O'Neill, nella sua analisi, inquadrò perfettamente la situazione, e fece previsioni che si rivelarono corrette. L'aggiornamento dei dati di mercato più recente sul gruppo ha osservato che i quattro Paesi hanno contribuito per più di un terzo alla crescita mondiale nell'ultimo decennio e sono cresciuti nel periodo, in termini di quota di attività economica mondiale, da un sesto a un quarto (applicando la teoria della parità dei poteri d'acquisto). Osservando in prospettiva, però, il trend più importante è quello del crescente benessere di questi Paesi: già nel 2010 il numero di persone nei Paesi BRIC con un reddito annuo superiore a 6.000 Dollari - la soglia del ceto medio, secondo l'analisi di Goldman Sachs - dovrebbe superare il gruppo comparabile nei Paesi del G7.

Il prossimo decennio dovrebbe vedere il raddoppio di questo gruppo, superando 1,6 miliardi di persone. Gli effetti di questa espansione del ceto medio non sono da sottovalutare: la maggiore disponibilità di reddito spingerà i consumi in moltissime merci che, pur essendo diffuse nelle famiglie dei Paesi sviluppati, rimangono ancora una rarità in quelle dei Paesi BRIC. Dovrebbe inoltre risultare evidente che gli effetti dell'espansione del ceto medio non saranno solo positivi. I crescenti consumi creeranno probabilmente delle difficoltà nella fornitura di energia e cibo, che aumenteranno sia le tensioni sociali all'interno dei Paesi che le tensioni geopolitiche tra i vari Paesi che si trovano ad importare materie prime.

3Bric_epa.jpgA questo riguardo, il raggruppamento politico dei Paesi BRIC potrebbe sfruttare una certa sinergia: Russia e Brasile sono grandi fornitori di materie prime - idrocarburi per la Russia, minerale ferroso e prodotti agricoli per il Brasile - invece la Cina è dominante nella produzione industriale - con un grande fabbisogno di materie prime - mentre l'India cresce a ritmi incalzanti nei servizi.

I 40 componenti dell'indice DAXglobal BRIC - 10 per ciascun Paese - riflettono, almeno in parte, l'impostazione delle relative economie. Il Brasile è presente con Petrobras (7%) e Vale S.A. (6%), operanti rispettivamente nei settori degli idrocarburi e del minerale ferroso. La Russia ha Gazprom (8%) e Rosneft (5%), entrambi produttori di idrocarburi. Per l'India i pesi principali vanno a Reliance Industries Limited operante nella raffinazione di petrolio e nel settore chimico (5%) e Infosys, informatica e software, (2%). Per la Cina, invece, China Mobile Limited (10%) e China Construction Bank (9%) occupano i primi due posti in classifica.

La conclusione deve essere che i Paesi BRIC sono più importanti che mai per gli investitori, ma allo stesso tempo si deve consigliare prudenza nell'aprire nuove posizioni al rialzo, soprattutto considerando le incertezze economiche attuali. Oltre alle difficoltà evidenti in molti mercati sviluppati, i Paesi BRIC stanno cercando in questo momento di moderare la propria crescita economica: la Cina vorrebbe intiepidire il mercato immobiliare domestico e il Brasile sta aumentando i tassi d'interesse per combattere l'aumento dell'inflazione che sta accompagnando l'espansione economica del primo trimestre (+9% rispetto allo stesso periodo del 2009). Le attuali condizioni del mercato dovrebbero tenere alta la volatilità per molti mercati, permettendo forse un ingresso nel prossimo futuro a dei prezzi più favorevoli.

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Scritto: da LuisB


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