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giovedì, 11 marzo 2010
Sarkozy espone la politica industriale francese
Il capo dello Stato francese Nicolas Sarkozy ha chiuso la prima tappa del percorso iniziato lo scorso ottobre, annunciando una serie di misure per una nuova politica industriale "ambiziosa, potente e coerente", secondo l'espressione utilizzata recentemente dall'Eliseo. Mettere in primis la questione della competitività delle imprese francesi è nel cuore della riflessione: questo, infatti, era l'unico obiettivo reale degli appuntamenti che hanno raccolto gli stati generali dell'industria francese.
C'è da dire che la faccenda è piuttosto urgente: oltre ai casi specifici ai quali il governo sta dando voce da alcuni mesi (Heuliez, Molex, Total...), la de-industrializzazione del paese è ovvia da molti anni: tra il 1980 ed il 2007 il suo contributo alla ricchezza nazionale è passato dal 24% al 14% e, in questo stesso periodo, gli effettivi lavoratori del settore si sono drasticamente ridotti, passando da 5,32 milioni a 3,41 milioni, pari ad una riduzione del 36%, secondo le stime della direzione del tesoro.
Per rimettere in sesto la base industriale della Francia, il governo raccomanda inizialmente di mettere in atto una politica di settore, sostenendo che occorre una relazione più equilibrata tra committenti e subappaltatori, lontana dai rapporti "da dominanti a dominati" oggi in uso corrente. La messa in essere di risorse economiche dedicate agli investimenti settoriali nei settori più strategici - digitale, energia, trasporto, farmaceutica, ecc. - con una partecipazione di player industriali privati, dovrebbe essere annunciata a breve.
I pubblici poteri vogliono anche incoraggiare l'occupazione - in particolare sviluppando l'aggiornamento culturale e tecnologico dei lavoratori "senior" e puntando alla formazione professionale mirata degli operai - e la collocazione sul suolo francese delle strutture produttive e di ricerca. "Non è normale che BMW produca circa tre quarti delle sue automobili in Germania e che Renault ne produca in Francia soltanto 25% del totale", sostiene il ministro dell'industria Christian Estrosi.
Del miliardo di euro dedicato agli stati generali nel quadro del grande prestito, 185 milioni di euro sono stati, del resto, già allocati per accordare anticipi rimborsabili alle imprese desiderose di reinvestire in Francia. Inoltre è previsto un pacchetto da 500 milioni di euro per prestiti a tasso agevolato a favore degli investimenti eco ambientali.
In materia di innovazione, una perpetuazione dell'attuale forma del "Credito d'Imposta Ricerca" (CIR) - almeno per le PMI - dovrebbe essere annunciata oggi. Il CIR è un dispositivo fiscale finalizzato all'incentivazione di Ricerca & Sviluppo e potrebbe essere esteso anche alle spese relativi a normalizzazione, brevetti e prototipi. Idea che riceve un sostegno quasi unanime, quantomeno fino all'emersione di un dettaglio: il costo di questa operazione, pari a circa un miliardo di euro.
Per la CGT (Confederazione sindacale francese) - le cui federazioni metallurgica e chimica hanno già chiesto una mobilitazione per la difesa dell'occupazione nell'industria, -"il governo non deve chiudere la pratica degli stati generali dell'industria (...) dopo un discorso del presidente della repubblica."
Ma probabilmente non sarà così... Infatti, alcuni degli argomenti messi sul tavolo in occasione della conclusione di questi stati generali richiedono una riflessione più approfondita: in particolare riguardo al finanziamento e al sistema di agevolazione fiscale dell'industria. Dalle prime indicazioni una parte del risparmio dei francesi verrà nuovamente indirizzato verso l'industria, mentre le risorse da dedicare alle PMI e alle società non quotate, dovranno essere studiati da qui all'estate.
Attenzione speciale, inoltre, dovrà essere dedicata allo sviluppo di un nuovo metodo di finanziamento per gli ammortizzatori sociali. E un po' di tempo sarà anche necessario per mettere in atto un'azione di promozione a livello europeo per convincere gli Stati membri della necessità di adottare una politica industriale comune.
Approfondimento
Documento: Etats généraux de l'industrie - Projet de rapport de synthese. Partie «propositions» (file PDF, língua francese)
Scritto: da LuisB
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11:49 Scritto da: yuumei in Attualità, Economia, Europa, Finanza, x7 - Settimana Focus Economia | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: nicolas sarkozy, economia, francia, europa, mercati, industria, agevolazioni fiscali, finanziamenti, ammortizzatori sociali, eco-produzione | OKNOtizie |
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Commenti
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Scritto da: safius | lunedì, 19 aprile 2010
L'articolo è in realtà, su questo esempio, uno dei più Fantastici che io abbia mai letto e sono d’accordo con le tue conclusioni aspetto con ansia i prossimi aggiornamenti.
Scritto da: Finanziamenti a Fondo Perduto | martedì, 19 ottobre 2010
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